Storia di Godega di Sant’Urbano 2018-11-12T17:20:57+00:00

Storia di Godega di Sant’Urbano

Storia di Godega Sant’ Urbano

La storia di Godega Sant’Urbano inizia già prima dell’epoca romana quando i Veneti era un popolo che dimorava nelle palafitte, coltivava la terra e cacciava gli animali selvatici della zona.

In seguito la zona fu romanizzata e i Veneti ebbero un ruolo importante perché fungevano da cuscinetto tra i Galli e i Romani.

Visentin Giorgio nella sua opera “Il comune di Godega Sant’Urbano attraverso i secoli” descrive come alcuni toponimi molto antichi si possono ripartire in tre gruppi:

  • quelli latini, risalenti alla centuriazione romana come Pianzano da Plancius e Bibano da Bibius;
  • quelli etnici legati alle successive invasioni barbariche come Godega dai Goti e Baver da Bavari;
  • quelli morfologici che ricavano il nome dal territorio come Campardo da Camparnum e Salvatoronda da Sinalva Thorunda.

Dopo la caduta dell’impero romano la zona subì numerose incursioni barbariche ad opera di: Goti, Unni, Vandali.

La situazione migliorò quando cominciarono a formarsi i primi feudi con i vassalli i signori e le contee.

Dal 1074-1420 Godega di Sant’Urbano appartenne al patriarcato di Aquileia

Dal 1180-1450 le parrocchie di Pianzano e Bibano fanno parte del patriarcato di Grado.

Nel 1337 in un documento storico appare la prima informazione sulla Fiera di Godega di Sant’Urbano.

Dal 1381-1420 la zona, sempre in tensione a causa della presenza del confine tra i territori dei Da Camino e il Patriarcato, rientra nel Capitanato di Sacile (Conti Savorgnan) sempre sotto l’egida del Patriarcato di Aquileia.  

Nel 1411-1412 le incursioni degli Ungari devastano il territorio.

Nel 1420 la zona è conquistata dai Veneziani che porteranno un periodo di pace e nuove opere come le bonifiche delle zone paludose.

Dal 1444 è stata sancita l’autonomia della parrocchia di Santa Margherita a Godega Sant’Urbano.

Dal 1508-1511 incursioni imperiali di Massimiliano I durante la guerra della Lega di Cambrai.

Dal 1753-1818 circa, Cordignano e Godega Sant’Urbano appartenevano all’arcidiocesi di Udine.

1797 Con la caduta di Venezia nella zona transitano eserciti nemici: prima i Francesi, poi gli Austriaci, che hanno seminato terrore e carestie.

Nel 1800 nasce il comune di Godega Sant’ Urbano come entità giuridico-politica.

Nel 1807 Godega Sant’ Urbano e Bibano sono sedi municipali provvisorie, volute dal Codice Napoleonico.

Nel 1810 i comuni con pochi abitanti vengono inglobati in quelli più grandi. Orsago viene inglobato da Godega, mentre Bibano passa al comune di San Fior.

Nel 1818-1819 ritorno degli Austriaci; il comune entra nel distretto di Conegliano.

Nel 1819 Il comune prende le sembianze attuali.

Nel 1819 le parrocchie di S. Margherita, S. Lorenzo e S. Martino entrano a far parte della Diocesi di Vittorio Veneto.

Nel 1867 con l’annessione al Regno d’Italia, al toponimo “Godega” venne aggiunta la denominazione “di Sant’Urbano” dichiarata prima dal Consiglio comunale il 19.2.1867 e confermata con Regio Decreto 4098 del 10.11.1867.

Nel 1917 il territorio viene invaso dalle truppe asburgiche a seguito della sconfitta di Caporetto.

Tra le due guerre la zona inizia un recupero economico interrotto però dall’inizio della seconda guerra mondiale.

Nel dopoguerra il territorio inizia una costante crescita economica che non trascura le proprie tradizioni.

 

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