Descrizione Progetto

Ospedale di Serravalle

L’antico Ospedale di Serravalle, si trova nei pressi della porta meridionale dell’antico borgo di Serravalle, in prossimità della torre sud conosciuta anche come torre dell’orologio.

Le prime informazioni sull’ospedale risalgono al Medioevo quando in città si formò una locale Confraternita dei Battuti.

Gli studi storici fanno risalire la nascita in Italia di questo Movimento al 1260 quando tale Raniero Fasani, sposato con prole, diede inizio alle attività di questa micro società. La diffusione delle Confraternite fu rapidissima e oltre ad interessare tutta l’Italia, si spinse anche nell’Europa dell’est.

I membri delle Confraternite, detti anche Battuti o Disciplinati, erano maschi ma anche femmine che si iscrivevano a queste società caratterizzate da Statuti e da un sistema di autogoverno articolato.

Chi entrava in queste Confraternite, lo faceva con una promessa e versando una quota in denaro. Poteva così contare sull’assistenza dei confratelli e per contro dedicarsi a tutte le attività previste dal proprio statuto tipo: visita agli ammalati, lavori utili alla comunità, gestione amministrativa, prestiti ai bisognosi, assistenza ai fanciulli.

Nel tempo proprio la presenza femminile diventò rilevante per assicurare l’assistenza agli ammalati tanto che con i secoli, il potere politico entrò nella gestione di questi spazi favorendo l’evoluzione degli ospedali e di un sistema terapeutico.

Alcune fonti sostengono che Serravalle disponesse di un Ospitale fin dal Trecento che rivestì una certa importanza sia in città sia nel territorio circostante. In quell’epoca accoglieva viaggiatori, pellegrini e mendicanti ma, con il passare del tempo anche poveri, anziani e malati.

Nei secoli all’edificio venne modificato fino a diventare nosocomio della città di Serravalle, quando quest’ultima era un’entità autonoma ed indipendente.

Nel 1807, l’ospedale passò al controllo diretto della amministrazione cittadina.

L’arrivo della Prima Guerra Mondiale e l’incremento dello scontro dopo Caporetto, vide i medici che lavoravano nell’Ospedale Civile trasferirsi oltre il fiume Piave, lasciando sguarnita la struttura cittadina.

La gestione della struttura ricadde così su Suor Pasqua la quale con le Sorelle della Misericordia curò i soldati, i prigionieri, svolgendo anche interventi chirurgici di primaria importanza nonostante la penuria di medicine, cibo e di strumenti per operare i pazienti.

Oggi la struttura si presenta di forma rettangolare a due piani e, nel suo lato settentrionale, lungo via Pietro Pajetta, è caratterizzata da un porticato con archi a sesto acuto sostenuti da colonne di ordine tuscanica. Le finestre nei piani sono simmetriche e richiamano gli stili del portico. Sulla parete si possono notare anche diversi stemmi di famiglie del passato.

Il lato opposto si apre su piazza Foro Boario, dove si trova anche un piccolo edificio con una bella architettura che fungeva probabilmente da portineria dell’Ospedale. Superata questa “ex portineria” si viene accolti da un giardino al cui centro, un viale conduce agli ingressi del sistema assistenziale.

Tutt’oggi la struttura restaurata nel recente passato, viene impiegata dalla locale Aulss per visite specialistiche a supporto dell’ospedale civile che si trova nella frazione di Costa di Vittorio Veneto.

Nel corso del tempo, la costruzione assunse diverse denominazioni come Ospedale di Serravalle, Ospedale Civile, nosocomio della Città di Serravalle, ecc.

Una breve passeggiata intorno alla struttura darà modo ai visitatori di apprezzare l’architettura dell’insieme arricchita anche dalla presenza dell’antico Oratorio dei Battuti con i suoi affreschi e dal fiume Meschio che costeggia tutto il lato ad est del complesso.