Descrizione Progetto

Teatro Lorenzo Da Ponte

Il Teatro Lorenzo da Ponte si trova a Serravalle e più precisamente a fianco della Piazza Minuccio Minucci lungo la via che attraversa l’antico borgo in prossimità della porta dell’orologio. Di fronte alla piazza e al  teatro si trova il bel Palazzo Minucci-De Carlo.

Dopo l’unificazione di Ceneda e di Serravalle avvenuta nel 1866, all’epoca in cui la capitale d’Italia era Firenze, la città di Vittorio aveva due teatri, uno per ogni centro.

L’idea di costruire un teatro a Serravalle risale alla prima metà dell’Ottocento quando un gruppo di notabili del luogo decise di impegnarsi per portare a compimento questa impresa. Tale iniziativa acquistò subito interesse anche per la popolazione residente.

Come primo atto venne costituita una società privata con lo scopo di raccogliere il denaro per la costruzione del teatro, la successiva manutenzione e la gestione della struttura. Raggiunta una cifra iniziale ritenuta sufficiente, venne affidato l’incarico di realizzare il progetto all’arch. Giuseppe Segusini di Feltre. L’architetto per realizzare l’opera di stile neoclassico si ispirò al teatro comunale di Belluno che aveva progettato in precedenza. Il Segusini si distinse per altre opere realizzate nella sua città natale, a Belluno, nel Cadore ma anche ad Innsbruck e in Trentino. Secondo alcune fonti, suo sarebbe anche il progetto della ristrutturazione della Loggia dei Grani che fa da sfondo all’ex piazza omonima.

Se inizialmente il teatro doveva sorgere nel parco della Villa Minucci, solo quando nel 1843 i committenti acquisirono il terreno sul lato nord della piazza Minuccio Minucci, previa demolizione di vecchi e piccoli edifici presenti sul luogo, i lavori poterono iniziare.

L’edificio cresceva lentamente, vuoi per le difficoltà economiche vuoi per questioni politiche. Vale la pena ricordare che il Veneto in quell’epoca faceva parte dell’Impero Austro-Ungarico, il quale non era favorevole alla realizzazione di opere del genere, in quanto facilitavano gli incontri e anche i dibattiti.

Il teatro venne inaugurato ufficialmente nel 1879 ed in quell’occasione venne messa in scena un’opera di Giuseppe Verdi, “Il ballo in maschera”. La prima denominazione della struttura fu Teatro Sociale o Teatro di Società.

Sulle prime gli spettacoli avvenivano in occasione di feste tradizionali come quella di Santa Augusta in estate o comandate. Nel tempo assunsero la forma di vere e proprie rassegne teatrali e musicali che coinvolgevano appassionati e popolazione.

Da locandine dell’epoca scopriamo che ad esempio nel 1911 in occasione di una rappresentazione teatrale, un posto in platea o loggione costava 2 £, nelle poltrone 3 e nel loggione 0,8 tenendo conto che un salariato all’epoca ricavava da una giornata di lavoro in base alle sue peculiarità circa 2-3 £.  Oppure che nel 1941 per un concerto erano richieste 5 £ in galleria e 3 £ in loggia e un impiegato medio veniva pagato circa 30 £ al giorno.

Dopo la ristrutturazione del 1925, il teatro si presentava con una pianta a ferro di cavallo, la capacità di circa 650 posti, di cui 300 in platea, 150 in galleria e 200 nel loggione.

Negli anni Trenta la struttura aveva una capienza di 510 posti e poteva contenere massimo 600 persone.

Per alcune ristrettezze economiche-finanziarie, nel 1938 la società del teatro, con atto della Regia Pretura di Vittorio Veneto cedette l’immobile al Comune di Vittorio Veneto che a sua volta lo diede in concessione ad un privato previo pagamento del canone annuo di £ 5.000.

Durante le manifestazioni del Ventennale della Vittoria della Prima Guerra Mondiale nel 1938, l’attuale Teatro Da Ponte ospitò tutte le bandiere dei reggimenti e dei reparti che avevano partecipato alla Grande Guerra. In quell’occasione le bandiere esposte furono oltre 500. E sempre nello stesso anno, con la delibera del 24 dicembre 1938 il Teatro venne intitolato a Gioachino Rossini perdendo così il riferimento alla Comunità e al Sociale. Probabilmente il cambio fu legato agli aspetti politici dell’epoca.

A metà degli anni Cinquanta, l’allora gestore che a volte non rispettava gli accordi economici presi con il Comune evitando di pagare il dovuto, si vide revocare la concessione dall’amministrazione vittoriese.

Il Comune non trovò un altro gestore a cui affidare al teatro e visto che non poteva sopperire agli ingenti lavori di manutenzione straordinaria necessari e di ammodernamento, lo cedette ad una società immobiliare di Milano.

Nel 1956 il nuovo proprietario diede l’incarico all’Ing. Francesco Bontempi di trasformare il teatro in cinema.

Le strutture interne vennero modificate: la platea venne ingrandita e portata alla capienza di 300 posti e nelle due logge venne ricavata una galleria con 350 posti a sedere.

Nel 1957, il cinema venne inaugurato con la proiezione del film “I sogni nel cassetto” del regista Castellani.

Per l’occasione venne anche adeguata la denominazione in Cinema Rossini.

Cessata l’attività di sala cinematografica, il teatro è stato acquisito dalla Fondazione Cassamarca, che, dopo una completa ristrutturazione, lo ha inaugurato nel 2002 e gestito tramite la propria società strumentale.

Dopo l’intervento di ristrutturazione il teatro si presenta al pubblico con una platea di 394 posti e un ridotto, utilizzabile per conferenze, riunioni, presentazioni di 54 posti.

Dal 2011 il Comune di Vittorio Veneto ha stipulato una convenzione con Fondazione Cassamarca per la gestione coordinata della struttura.

Esternamente la facciata è realizzata in pietra ed ornata da dipinti e medaglioni in bassorilievo dell’artista bellunese G. Zasso. Sopra il cornicione, si può ancora intravedere la scritta Società, quest’ultima venne scalpellata nel passato.

Nel corso del tempo il teatro ha visto oltre a spettacoli teatrali, concerti di musica lirica e classica, eventi di prosa, ma anche spettacoli popolari e molti altri eventi tra cui il rinomato Concorso di Violino Città di Vittorio Veneto che ha raggiunto nel 2021 la 32° edizione.

Il Teatro Lorenzo Da Ponte è conosciuto anche come Teatro Da Ponte o Teatro di Serravalle.