Descrizione Progetto

Chiesa Sant’Antonio da Padova

La chiesa intitolato a Sant’Antonio da Padova si trova nella frazione di San Giacomo di Veglia sul versante orientale dell’antica via di comunicazione Strada di Alemagna.

L’Oratorio si presenta di forma ottagonale e sopra il portone d’ingresso, una nicchia con una statua di Sant’Antonio invita all’ingresso i devoti.

Le prime informazioni sulla costruzione risalgono al Cinquecento. Nel corso del tempo divenne, per i viaggiatori che percorrevano l’Alemagna, un punto di ritrovo e di preghiera.

Nel corso del Seicento, la chiesa versava in una situazione di degrado e d’abbandono. Fu allora che il Vescovo di Ceneda Marco Agazzi ne curò la ricostruzione con l’aiuto di alcuni locali, fra i quali, i fabbricieri Giovanni Del Giudice, Domenico Moscardini e Giovanni Battista Fusari detto Gio Battista.

Una lapide, tradotta in italiano, posta sopra la porta ricorda quanto segue: “A Dio Ottimo Massimo e al Santo Antonio – questo tempio minacciante rovina e quasi cadente Marco Agazzi veramente pio Pastore – essendo fabbricieri Giovanni Del Giudice canonico – Domenico Moscardini curato – e GioBattista Fusari – con l’aiuto di Dio con cura costante e con le oblazioni dei fedeli – condusse a termine e completato lo dedicò nell’anno del Signore 1693 all’eccelso merito dell’Ill.mo e Rev.mo Marco Agazzi vescovo di Ceneda e conte di Tarzo – nipote di papa Alessandro VIII – i fabbricieri soprannominati a proprie spese questa lapide eressero a perpetua memoria”.

Per i Vescovi della Diocesi di Vittorio Veneto, questo oratorio ha rivestito, da sempre, un’importanza notevole. Si pensi che il Vescovo Lorenzo Da Ponte, pur riconoscendo la giurisdizione della parrocchia di San Giacomo di Veglia, ammoni i fedeli perché dovevano rendergli conto dell’amministrazione della chiesetta.

Nel corso del tempo, diversi furono i nomi con cui gli abitanti del posto ricordavano l’edificio sacro: Oratorio di Sant’Antonio da Padova, chiesetta di Sant’Antonio, Santuario di Sant’Antonio, ecc.

Dopo le scosse di terremoto del 6 maggio 1976 l’Oratorio ebbe bisogno di nuovi lavori di restauro, che vennero portati a termine dall’impresa locale Antonio Meneghin. In quell’occasione venne sistemato il tetto, sistemate le 36 lastre e riparate tutte le porte. La spesa, sostenuta con le offerte dei fedeli, toccò la cifra di £ 27.670.000 circa € 45.000,00.

Internamente la chiesa di Sant’Antonio da Padova si presenta con unica navata con due file di panche. L’altare maggiore accoglie una tela raffigurante Sant’Antonio e sui lati troviamo due nicchie con due statue in marmo, probabilmente del medesimo santo.

L’altare è piccolo ma molto grazioso.

Dietro all’altare sul muro perimetrale vi sono due finestre lavorate che danno luce all’intero edificio.

Molto interessanti le innumerevoli raffigurazioni presenti sulle pareti che ricordano i miracoli che ha compiuto Sant’Antonio: il rovesciamento di un carro agricolo su una strada di campagna, l’attraversamento da parte di un motociclista della ferrovia mentre sopraggiungeva il treno, il mancato incidente automobilistico fronte la chiesa nel secolo scorso, ecc.

La chiesa di Sant’Antonio è aperta sia nei giorni feriali che festivi. Piccolo è il parcheggio che quindi non permette il posteggio a molte autovetture.

L’edificio è fronte strada.

Dove trovarla

La chiesa Sant’Antonio da Padova si trova in via Sant’Antonio da Padova 229