Descrizione Progetto

Villa Vicenzotti-Fiorin

Vicenzo Vicenzotti originario di Vistorta, nobile non di nascita non per meriti, dopo essersi arricchito con il commercio a Venezia, dove gestiva un negozio di stoffe, tornò verso la fine del Seicento alla terra d’origine per dedicarsi alla conduzione di un’azienda agricola proprio nei pressi della villa attuale.

Uomo raffinato e dedito alla semplicità e al risparmio, dal carattere severo ed affarista, appassionato di abiti e armi che metteva in bella vista nella villa, animato da una indistruttibile fede cristiana, Vicenzo aveva pochi amici cari su cui contare, tra questi il parroco di Francenigo Antonio Biadere.

Dal 1685 al 1721 alla Casa Domicale d’Orsago Vicenzotti iniziò a sommare piccole proprietà dei vicini per lo più edificate ed adiacenti alla sua abitazione. Nel frattempo si stava producendo quella radicale trasformazione che vedeva nascere la nuova villa compromessa nell’impianto tripartito dal recupero delle murature esistenti.

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Nella stessa epoca vennero arricchite anche le pertinenze dell’edificio e il giardino.

Quando il Vicenzotti acquisto la villa non pensava di darle un aspetto patrizio, perché più attento alle valenze economiche della vita campestre e si limitò ad accrescere e migliorare man mano la casa di campagna.

Mancava quindi inizialmente quel progetto che nel 1726 permise la costruzione della Chiesetta della Santissima Trinità.

Nel 1738 Vincenzo morì e negli anni successivi le figlie Orsola e Angela apportarono delle modifiche strutturali alla villa in seguito alla divisione del fabbricato. Fu inoltre realizzata una villa gemella, che si affianca tuttora alla principale, influenzata dal nuovo gusto del tempo.

I cambi di proprietà che seguirono portarono la villa, la chiesetta e il parco a stravolgimenti ed alienazioni ma soprattutto al degrado.

La villa e le pertinenze vennero restaurate dagli attuali proprietari, la famiglia Fiorin, a metà degli anni Ottanta.

I lavori durarono circa tre anni e grazie a questi, la villa poté e può rivivere la bellezza e la semplicità che fin dagli inizi l’hanno caratterizzata.