Storia di Cison di Valmarino

Storia di Cison di Valmarino

Epoca Romana

In epoca romana, il territorio della Valmareno era attraversato da strade a carattere militare con avamposti e guarnigioni.

Tutto questo serviva per controllare il territorio dalle incursioni di gruppi di banditi che dalla montagna l’attuale provincia di Belluno imperversavano nell’area e successivamente, dalle popolazioni del nord.

I Barbari ed il Medioevo

Con l’arrivo dei Barbari, il territorio si impoverì e la vallata si spopolò sempre più a causa delle difficili condizioni di vita dell’epoca. La popolazione scappava verso le città più sicure militarmente e socialmente Locande e taverne, ecc. erano gestite dai monaci. Ve ne erano alcune sia a Cisone (Cison) sia a Valmareno.

L’arrivo dei Longobardi migliorò la situazione ed alcuni centri abitati aumentarono la loro importanza come ad esempio Ceneda a Vittorio Veneto. La Valmareno ne risentì positivamente ed anche i vari paesi della vallata quali: Cisone (Cison) Valmareno, Revine, Lago, ecc.

Cison, occupava una posizione strategica nella valle e già in quell’epoca riuscì a svilupparsi. Alcune fonti sostengono che durante il Medioevo fu uno dei centri più importanti della Valmareno. Il suo incremento è sicuramente collegato con il Castello di CastelBrando che sovrasta il paese.

Ad oggi non si conosce con certezza quale fosse il significato del termine Caesum Cisone; alcuni sostengono che derivi da tagliare i capelli il bosco o altro

Fin dai tempi più antichi Cison di Valmarino ebbe statuti e leggi proprie ed attraverso queste si autogovernava.

Tra Duecento e Trecento

La prima attestazione riferita a Cison risale al 1170 in merito ad una donazione fra Sofia da Camino e l’Abate di Santa Maria a Follina.

Un’altra attestazione di Cison di Valmarino risale al 1224 nel testamento di Gabriele da Camino che cita il Borgo insieme alla chiesa di San Silvestro.

Nelle vicinanze della chiesa vi sono ancora delle case dell’epoca passata. Molto probabilmente, il nucleo originario di Cison di Valmarino era più a nord verso l’interno perché la zona a sud era paludosa e non vivibile a causa delle acque che uscivano dai laghi di Revine Lago.  Le acque dei laghi vennero successivamente convogliate verso il  torrente Soligo e ciò permise di rendere più vivibile la zona. Così facendo la popolazione si spostò verso il Castello; lo fece anche per una questione di sicurezza. più avanti nel tempo si formò il nuovo nucleo abitato di Cison.

Con il passare del tempo, Cison di Valmarino venne citato sempre più spesso e si affermò come centro più importante della Valmareno.

Dal 1362, nel Castello di Cison dimorarono i Capitani ed i Podestà che reggevano il feudo per i Dogi di Venezia.

Un’altra località molto importante della valle era Tovena che collegava l’attuale provincia di Treviso con quella di Belluno attraverso il Passo Sant’Ubaldo (Passo San Boldo).

Nel 1371 l’allora signore di Belluno, Francesco Da Carrara, fece alzare una torretta di avvistamento sul Passo San Boldo, che venne distrutta nel 1372 per l’imminente guerra che si sarebbe scatenata fra i Carraresi e Venezia e nel 1376 la torre venne ricostruita durante la guerra fra l’Austria e Venezia.

Dal Quattrocento al Cinquecento

Nel 1436 i Brandolini ed i Gattamelata furono investiti della Contea di Valmareno e Solighetto dalla Serenissima. Questo permise al territorio di avere un lungo periodo di stabilità e prosperità. La Repubblica di Venezia concedeva diverse investiture feudali: le più semplici erano quelle con privilegi censuari e livellari mentre quelle più importanti erano giurisdizionali. Questi ultimi si dividevano a loro volta fra miste-mero imperio e nobile-gentile. Nell’attuale provincia di Treviso, di misto-merio imperio esistevano solo tre concessioni: quello di San Salvatore dei Conti Collalto a Susegana, quella dei Conti Onigo a Pederobba e quello della Valmareno dei Conti Brandolini.

Il controllo dei Brandolini sulla Valmareno durò più di 350 anni dal 1436 al 1797. I Gattamelata rinunciarono dal 1439 ai loro diritti feudali e li cedettero alla famiglia Brandolini.

Secondo le fonti storiche disponibili, la popolazione durante questo periodo storico, non subì  tumulti, invasioni come  altre aree geografiche, ma visse tranquillamente. Composta principalmente da agricoltori, boscaioli, pastori e piccoli artigiani vedeva le donne tessere la lana, il lino, la canapa occuparsi dei lavori della casa e accudire gli anziani ed i figli piccoli.

L’alimentazione era povera, venivano importate in paese cerali, sale ed altri beni di sostentamento mentre venivano esportati vino, bozzoli, legna da ardere, prodotti semifiniti del bestiame.

Fra il 1508 ed il 1515 durante la Guerra di Cambrai la guerra infuriò nei territori attorno a Cison di Valmarino ma non in paese.

Dal Seicento all’Ottocento

Nel corso del Settecento, il potere di Venezia diminuì con il passare degli anni fino all’epilogo del 1797. Anche i paesi della terraferma e anche Cison di Valmarino furono coinvolti in questo lento declino.

Nel corso dell’Ottocento Cison di Valmarino, progredì lentamente a causa degli scarsi mezzi economici e finanziari di cui disponeva. Era, come già detto, un territorio agricolo La situazione migliorò sensibilmente durante la seconda metà dell’Ottocento. La principale fonte di guadagno, durante quest’epoca fu la bachicoltura.

Nel 1887 nacque uno dei primi caseifici della provincia di Treviso per la trasformazione industriale del latte.

Dal Novecento fino ad oggi

Durante la Prima Guerra Mondiale, dopo la ritirata di Caporetto, il territorio fu invaso dagli Austro-Ungarici e vi furono ripercussioni pesanti anche a Cison. La popolazione fu martoriata, patì la fame e vi furono tanti danni ad edifici e strutture.

Nel primo dopoguerra Cison come i territori limitrofi ritrovarono nell’industria tessile un nuovo sostegno economico che contribuì assieme ad agricoltura e allevamento a migliorare il tenore di vita degli abitanti. Lo scoppio della seconda guerra mondiale e la lotta partigiana crearono nuove situazioni di sofferenza.

Negli ultimi anni Cison di Valmarino sta potenziando l’offerta turistica con buoni risultati.

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