Descrizione Progetto

Villa Costantini Morosini Papadopoli Aldobrandini è un edificio che si trova nelle immediate vicinanze della Cattedrale di Ceneda e di piazza Giovanni Paolo I a Vittorio Veneto.

Fu Girolamo Costantini (1815 – 1880) Senatore d’Italia tra il 1866 e il 1887 a legare il suo nome a Ceneda. A metà del secolo XIX ereditò i terreni dello zio, ex canonico della Cattedrale di Ceneda e nel 1852 iniziò il progetto per costruire la villa che inizialmente porterà il suo nome: Villa Costantini.

Guardando dalla piazza, se si danno le spalle al portone di ingresso della cattedrale, la villa si trova in posizione nord-ovest una volta superata la fontana cinquecentesca.

Nella costruzione della Villa, il Costantini poté contare sulla collaborazione di Antonio Caregaro Negrin (1821 – 1898) che nel 1853 venne nominato architetto civile dall’Accademia di Belle Arti di Venezia. L’architetto venne conosciuto dal committente con tutta probabilità durante gli anni che videro il Veneto impegnato nei moti per la liberazione. A Caregaro Negrin si deve anche la progettazione del giardino della Villa nel 1874 e della vicina Chiesetta di San Gottardo che sorge sul declivio del Monte Altare dove in precedenza si trovava un’antica costruzione di guardia.

Nel 1862 la figlia di Girolamo, Teresa Costantini, sposò Carlo Morosini ricevendo come dote la bella villa paterna. Fu in quell’occasione che la villa assunse il nome di Villa Costantini Morosini. In quegli anni la Villa si arricchì anche dell’ala destra progettata dall’architetto Caregaro Negrin.

Nel 1875 in seconde nozze Teresa Costantini sposò Luigi Sormani Moretti.

Più avanti negli anni, nel 1885, un altro ampliamento interessò la Villa sempre sul suo lato destro.

Durante l’occupazione da parte dell’Esercito dell’Impero Austroungarico nel 1914 la villa divenne sede del comando dell’esercito di occupazione.

A guerra ultimata, nel 1919 fu Nicolò Papadopoli-Aldobrandini (1841 – 1922) ad acquistare la villa dai Costantini. Coinvolto attivamente anche lui nelle vicende risorgimentali del Veneto, divenne nel corso del tempo uno storico della monetazione. Nel 1920 incaricò l’architetto Brenno Del Giudice di ristrutturare la villa che intanto aveva assunto il nome con cui la conosciamo oggi.

Nel rifacimento della villa il Del Giudice si avvalse dell’importante opera di Guido Cadorin (1892 – 1976), pittore e scultore. Alcune opere di questo artista sono oggi visibili nel Museo di Villa Croze e nel Museo Diocesano Albino Luciani di Vittorio Veneto.

Più avanti negli anni furono abbattute le vecchie scuderie ottocentesche caratterizzate dalla pianta a semicerchio per fare posto ad un edificio circolare da destinare all’Opera Nazionale Balilla posto sulla sinistra del corpo centrale.

Prima della seconda guerra mondiale la villa venne acquisita dal comune di Vittorio Veneto e nel 1942 divenne ospedale militare.

Nel 1951 ospitò diversi alluvionati del Polesine e nel 1980 servì come casa di riposo femminile

Il bel parco e la villa sono oggi alla ricerca di una collocazione socioeconomica adeguata alla loro storia. Il primo è tutt’oggi fruibile e vi si accede mediante due ingressi: uno dalla strada pubblica che consente l’accesso alla casa rustica, l’altro più monumentale che guarda verso Piazza Duomo. Anche parte dei fabbricati sono al servizio della comunità impiegati come Biblioteca Civica.

Nel parco è collocata anche una statua in memoria di Lorenzo Da Ponte musicista vittoriese.

Dove trovarlo

Villa Costantini Morosini Papadopoli Aldobrandini  si trova in via F. Rossi 70