Descrizione Progetto

Chiesa Santa Maria Assunta e San Romualdo

La chiesa Santa Maria Assunta e San Romualdo si trova sulla sommità di uno dei colli nella frazione di Rua di Feletto a San Pietro di Feletto ed offre una visuale su tutto il circondario spaziando dalla pianura fino alle montagne.

Sia la nascita della frazione di Rua, sia la nascita della chiesa sono legate alla presenza nel Feletto degli eremiti Camaldolesi che risultano, da fonti storiche, insediati nel territorio già nel XIII secolo.

La chiesa è dedicata alla Vergine Maria, sempre cara a San Romualdo e a quest’ultimo, che diede inizio con la sua clausura qualche decennio prima del 1000 d.C. alla Congregazione dei Camaldolesi appartenenti all’ordine dei Benedettini.

L’appellativo Rua sarebbe poi legato all’arrivo in zona dei Camaldolesi provenienti dall’eremo Camaldolese del Monte Rua, ancora in attività ai nostri giorni, che si trova nei Colli Euganei a ridosso di Torreglia.

I Camaldolesi entrarono in possesso del terreno, in cui oggi si trova la chiesa e conosciuto come Colle Capriolo, nel 1665 grazie alla donazione del nobile veneziano Alvise Canal. La donazione comprendeva anche il palazzo cinquecentesco già dimora e luogo di riposo della famiglia Del Giudice di Conegliano, una chiesetta e alcune case coloniche. Secondo i dati dell’epoca la superfice contava circa 60 campi trevisani (30 ha).

I monaci avviarono subito la costruzione delle loro celle, alcune tutt’ora visibili, ognuna delle quali era a disposizione di un frate e il cui interno doveva servire per permettergli di seguire la regola benedettina secondo lo spirito di San Romualdo. Il valore dei terreni e dei fabbricati all’epoca si aggirava sui 7.000 ducati a cui se ne aggiungevano altri 2.500 di beni mobili.

Venne iniziata anche la costruzione della chiesa e il 15 ottobre 1718, dedicata a Santa Maria Assunta, a San Romualdo, ai santi Mansueto Martire e Santa Rogata V.M. le cui reliquie furono poste nell’altare Maggiore, avvenne la sua consacrazione ad opera del Vescovo di Ceneda Francesco Trevisan.

Con l’avvento delle leggi napoleoniche, l’ordine dei Camaldolesi venne soppresso e la chiesa divenne centro di aggregazione per gli abitanti del territorio.

Nel 1830 il Vescovo Bernardo Antonio Squarcina trasferì la sede della parrocchia che passò dalla vecchia chiesa di San Pietro che divenne succursale, alla chiesa di Santa Maria Assunta e San Romualdo a Rua che divenne quindi chiesa parrocchiale.

Nel 1854 l’edificio sacro venne ampliato ma subì i danni del terremoto nel 1873.

Il campanile venne realizzato sul finire degli anni Ottanta dell’Ottocento e, nel 1888 venne ampliata la navata.

Dopo i danni del terremoto del 1936, la chiesa venne ristrutturata nel 1942. Di quell’epoca è l’attuale facciata.

La facciata della chiesa si presenta con un portone in legno lavorato con due colonne che sorreggono una mezza luna ed il protiro. Sopra a questo troviamo un bel rosone lavorato e il timpano che accoglie cinque statue provenienti dagli altari settecenteschi.

L’interno è formato da due navate laterali ed una centrale.

Molto suggestivo è il dossale dell’altare maggiore realizzato da Giambattista e Andrea Ghirlanduzzi, esperti artisti o meglio altaristi che nel Settecento realizzarono questa opera d’arte. L’altare venne installato nella chiesa a marzo del 1681. È un’opera monumentale sia dal punto di vista delle dimensioni sia dal punto di vista della ricchezza dell’opera.

Nella chiesa vi è un dipinto ad olio appartenente ad un ciclo dove vennero raffigurati diversi eremi camaldolesi. È una raffigurazione schematica della struttura del Colle Capriolo. Attraverso questa testimonianza è possibile comprendere la struttura urbanistica dell’eremo: una chiesa a tre navate, in secondo piano 14 celle eremitane suddivise in gruppi da quattro tranne la prima fila che ne contava solamente due. La struttura era protetta da un muro di cinta lungo tutto il perimetro.

Oltre ad altre opere, la chiesa conserva anche un organo opera di Annibale Pugina che venne realizzato negli anni Dieci del Novecento.

La torre campanaria di sezione rettangolare è situata a nord della parrocchiale ed è ingentilita da colonne e balaustre.

Le poche celle del secolare monastero conservate vennero tra il XIX e XX secolo utilizzate come scuole elementari, mentre il palazzo gentilizio entrò tra i beni comunale nel 1876 per diventare sede dell’amministrazione pubblica.

Singolare la lapide testimonianza dei frati, ora inserita nel piedestallo della croce sistemata all’inizio della via che porta alla chiesa, che ricordava alle donne il divieto di superare il limite che i frati avevano stabilito per la loro clausura.

Dove trovarla

La chiesa Santa Maria Assunta e San Romualdo si trova in via Marconi 8