Descrizione Progetto

Chiesa San Vito

La chiesa di San Vito si trova vicino al fiume Rujo, nei pressi di uno dei ponti, che lo attraversano e come vedremo più avanti collocata nella zona centrale del paese.

La prima menzione di questo oratorio risale al 1218. Venne citato nel 1443 nel testamento del notaio Luca Pellicciaio che dispose che con i suoi denari rimasti l’edificio venisse dotato di coppi e di un tetto solido.

Venne anche citata, nel 1475, durante la visita del Vescovo Nicolò Trevisan.

L’attuale costruzione venne eretta nel 1504 ed acquistata dai conti Brandolini nel 1680.

Esternamente la chiesa si presenta come un edificio con il tetto a capanna, con un portone in legno ai cui lati, due finestre rettangolari con inferiate diffondono la luce all’interno.

Sopra alla porta d’ingresso campeggia l’immagine scultorea del Santo. Ai suoi  lati troviamo due altre piccole finestre con inferriate, finemente decorate come le sottostanti. Sopra al tetto una campana si fa notare alla vista ma anche all’udito quando diffonde il suo suono nell’ambiente.

Internamente, la chiesa si presenta con un’unica navata. Gli arredi e l’architettura risalgono al Seicento. Sull’altare troviamo un altare ligneo policromo sul quale compare lo stemma del Vescovo di Ceneda, Marco Antonio Bragadin (1590 o 1593-1658) che divenne successivamente Cardinale e Camerlengo.

La pala raffigura la Trinità con San Vito fra Modesto e Crescenza e i Santi Antonio Abate e Giorgio, così come l’Annunciazione nelle ali laterali del dossale, sono opera del pittore cenedese Silvestro Arnosti (1560-1625).

Allo stesso artista sono attribuiti i sei cammei dipinti sulla cornice del paliotto d’altare con i Quattro Evangelisti, la Vergine Maria e l’Arcangelo annunciante, tutti a mezzo busto.

La chiesa di San Vito si trova lungo quella che una volta veniva chiamata ”riva della Speranza”. Questo era il sentiero degli inputati che qui passavano. Speravano, infatti, di essere assolti perché nel Seicento, quando vennero emanati gli Statuti della Valmareno, diverse erano le pene previste per chi delinque: coloro che dichiaravano il falso venivano bollati in faccia con un ferro incandescente, quelli che bestemmiavano come i malfattori e le donne di malaffare venivano fustigati, ecc. La chiesetta si trova a metà strada fra il tribunale dell’epoca, posto nell’attuale piazza Roma e la Pietra della Regola, che si trovava presso il guado che collegava il borgo della Pieve di Cison, sulla sponda destra, con la villae di Cison sulla sponda sinistra del Rujo.

Dove trovarla

La chiesa San Vito si trova in via San Vito 11