Ponte della Muda è una frazione del comune di Cordignano che territorialmente si trova a Sud-Est rispetto il capoluogo. Essa è comprensiva del centro abitato e di una vasta zona localizzata più a Sud denominata Palù. A Nord è delimitata dal fiume Meschio che segna il confine con il comune di Caneva, mentre alle estremità opposte confina con i comuni di Orsago e Francenigo. L’area urbanizzata del paese (molto più densamente abitata rispetto i Palù) si trova a pochissime decine di metri dal confine con il vicino Friuli Venezia Giulia questo perché il primo insediamento rurale avvenne a ridosso di un’ansa descritta dal fiume (che segnava per l’appunto il confine) fino al 1929 anno in cui l’alveo venne modificato.

Storia di… Ponte della Muda

L’origine del paese (denominato a quel tempo come Villa Pontis) va fatta risalire al 1233 anche se, con molte probabilità, il primordiale villaggio esisteva già all’incirca dall’anno 1000. A quell’epoca il territorio era suddiviso in due circoscrizioni riconosciute come: Villa Pontis e Villa Roncada. Successivamente quest’ultima venne soppiantata a favore della prima a seguito di una nuova riorganizzazione territoriale.

La frazione acquisì l’attuale denominazione, ossia Ponte della Muda, ad iniziare dal XVI secolo. La prima parte del nome cioè Ponte deriva dal ponte (ora non più esistente a seguito della variazione apportata all’alveo) che metteva in comunicazione le due sponde del fiume Meschio all’altezza dell’ancora esistente palazzo del dazio; mentre Muda deriva da muta che vuol dire tassa, gabella, dazio: il termine era quindi correlato a quanto dovevano svolgere i daciari che risiedevano nel palazzo. Come avvenne per moltissime altri lemmi locali nel corso dei decenni anche il termine muta subì la cosiddetta sonorizzazione (ossia una trasformazione della parola) acquisendo la nuova fonia: Muda. Oggi, muda sta ad indicare un cambio, una modifica e per questo erroneamente si attribuisce l’origine del nome al cambio dei cavalli (ma nulla aveva a che fare con questo) il quale anch’esso veniva effettuato al momento del pagamento della tassa avendo quest’ultimi percorso un tragitto molto lungo per quei tempi: Udine-Ponte della Muda.

Storicamente il paese ha attraversato periodi assai travagliati (pestilenze, carestie) rimanendo anche coinvolto in innumerevoli vicende belliche. Gli avvenimenti più significativi riguardano le incursioni turche avvenute verso la fine del XV secolo: in quei frangenti si susseguirono saccheggi, violenze, deportazioni e stermini di massa ai danni della popolazione locale. Nei primi anni dell’Ottocento, con l’arrivo delle truppe napoleoniche vennero attuate violazioni umane di ogni sorta per giungere infine alle due guerre mondiali del secolo scorso. Nonostante le innumerevoli devastazioni avvenute nel corso dei secoli, la forza di volontà della gente ha fatto sì che la frazione prosperasse nuovamente ed in breve tempo ogni qualvolta ne fosse l’esigenza.

Urbanisticamente ebbe uno sviluppo edilizio soprattutto nei primi anni dell’Ottocento.

Artisticamente, nel corso dei secoli, il territorio è stato testimone del sorgere di varie opere e strutture di assoluto pregio dislocate un po’ ovunque: alcune sono ancora oggi esistenti altre (purtroppo) andate demolite nel corso dei decenni. Tra le prime da segnalare la chiesetta di san Valentino, l’oratorio di sant’Antonio di Padova, il palazzo del dazio.

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